Gruppi di WhatsApp tra condomini, perché dire di no

Gruppi di WhatsApp tra condomini, perché dire di no

Negli ultimi anni la tecnologia è entrata certamente a far parte della vita di tutti i giorni e in tanti contano su di essa allo scopo anche solo di organizzare le proprie giornate.

Tuttavia, la presenza di strumenti come Facebook oppure WhatsApp se, da un lato, ha reso molto più veloci le comunicazioni, e più snelli i rapporti tra le persone in determinate circostanze, ha anche portato ad una esacerbazione delle dispute che, un tempo, si potevano concludere con degli incontri “dal vivo” oppure con l’invio di una lettera.

Questo accade anche all’interno dei condomini. Se, infatti, la possibilità di svolgere delle riunioni di condominio a distanza è stata ormai accettata, noi dello Studio Bassi ci ritroviamo spesso a dover consigliare condomini scontenti e in “rotta” con gli altri abitanti di un palazzo, magari per vicende che potevano essere tranquillamente risolte.

Per questo motivo sarebbe bene esaminare i motivi per i quali sorgono i gruppi di WhatsApp tra i condomini, e anche le ragioni per le quali sarebbe meglio dire di no all’utilizzo di questo strumento per la gestione dei rapporti tra chi abiti nello stesso palazzo.

Perché nascono i gruppi di WhatsApp tra condomini?

Il motivo per il quale i gruppi di WhatsApp tra condomini nascono è, in primo luogo, di ordine soprattutto pratico. Infatti, in molti casi i condomini possono comunicare tra di loro anche non dovendosi incontrare e non dovendo attendere una riunione di condominio per discutere le vicende relative al palazzo.

Come accade, quindi, per altre situazioni, in tanti casi l’intento inziale della creazione di un gruppo su WhatsApp potrebbe anche essere genuino ed innocente, e non nascondere la volontà di danneggiare nessuno con il proprio comportamento.

In tanti casi, invece, questi gruppi nascono anche allo scopo di creare delle “fazioni” in modo da poter sostenere una determinata idea all’interno della successiva riunione, o schierandosi contro un condomino moroso o fastidioso.

Al pari di quanto accade con la creazione dei gruppi di genitori su WhatsApp, anche quelli di condomini, quindi, possono nascere in principio per esigenze pratiche, ma poi diventare quasi uno strumento di potere, che potrebbe facilmente sfuggire di mano a chi cerchi di abusare della tecnologia per fare i propri interessi.

Se la volontà di tanti condomini è certamente quella di evitare le liti condominiali, in molti casi, invece, alcuni soggetti cercano proprio lo scontro con gli altri abitanti del condominio, magari allo scopo di sfogare rabbia e frustrazioni.

Perché non aderire ai gruppi di WhatsApp tra condomini

Proprio sulla base di questi presupposti, si può indicare tutta una serie di motivazioni sulla base delle quali bisognerebbe evitare la creazione, e l’adesione, ai gruppi di WhatsApp tra condomini.

In primo luogo, perché questi non sono ufficiali e non sono parificabili ad un’assemblea di condominio, prevista dall’amminastratore di condominio Milano,  come strumento dalla legge. Bisogna ricordare, infatti, come le decisioni riferite al palazzo debbano essere prese in modo regolamentare utilizzando l’assemblea e avendo sempre cura di verbalizzare il tutto, in modo da non superare il potere che il gruppo composto dai proprietari può avere.

Allo stesso modo, i gruppi di WhatsApp possono essere un’arma a doppio taglio. Tanti vi aderiscono per poter rimanere aggiornati in merito alle riunioni, agli interventi condominiali e per poter capire come agire e come muoversi per tutelare la proprietà, tuttavia, ogni gruppo potrà sfociare in un sistema per provocare liti e discordie all’interno del condominio.

Basti pensare ai sotterfugi e alle bugie che spesso vengono esternati all’interno di queste conversazioni. In tanti casi un condomino invidioso, oppure semplicemente con molto tempo da perdere, potrebbe iniziare ad indicare falsità in merito ad un altro abitante, iniziando a creare un clima ben poco collaborativo all’interno del palazzo, che potrebbe incrinare i rapporti tra tutti gli abitanti e anche portare a successive liti in assemblea.

Inoltre, il valore dei gruppi di WhatsApp è davvero limitato, anche se molti ormai confondono questi strumenti con quelli ufficiali. Ci si potrebbe, quindi, trovare di fronte a persone che potrebbero pensare di aver avuto ragione in merito ad una questione importante, solo per il fatto di aver avuto sostegno mediante qualche messaggio inviato via chat.

Ecco che, quindi, il comportamento più corretto che si dovrebbe tenere dovrebbe essere quello di chi si rifiuti di partecipare a queste conversazioni.

Inoltre, nell’interesse proprio, degli altri condomini e dello stesso amministratore condominio Milano, sarebbe meglio consigliare a tutti di lasciar perdere questi mezzi, per continuare ad utilizzare gli strumenti ufficiali, ma anche per continuare ad avere buoni rapporti di condominio, basati sulla presenza fisica e sull’aiuto reciproco.

Solamente tenendo a mente questi concetti, e anche ricordando i rischi che possono derivare dal fatto di utilizzare tali strumenti tecnologici per la gestione di un sistema complesso qual è il condominio, sarà possibile evitare le liti per futili motivi e vivere serenamente nella propria casa.

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