La figura dell’amministratore di condominio viene spesso vista come negativa: l’amministratore viene rappresentato come un nemico, come una persona che cercherà di fare sempre i suoi interessi e che non si curerà a sufficienza dei condomini rappresentati.

Tuttavia, questo tipo di “sentimento” dovrebbe essere abbandonato e l’amministratore dovrebbe essere considerato più un partner che un nemico oppure una controparte in un’ipotetica litigata.

Ecco, quindi, i motivi per i quali l’amministratore di condominio dovrebbe essere rivalutato all’interno delle realtà da lui gestite.

 L’amministratore di condominio lavora per i condomini e con i condomini

 L’ amministratore di condomino a Milano ha, in generale, alcuni compiti che non possono essere lasciati da parte o ignorati.

Questa figura, infatti, si occuperà di:

  • Condurre l’edificio, soprattutto a livello delle diverse parti comuni;
  • Vigilare sulla manutenzione e su quella che sarà l’integrità proprio delle parti comuni stesse;
  • Erogare le spese che siano necessarie al fine di mantenere in vita i servizi dedicati al condominio;
  • Osservare, e garantire l’osservazione, delle norme riferite al regolamento di condominio.

Si può capire, quindi, già da questi primi punti come le responsabilità dell’amministratore di condominio non siano banali.

Esso, infatti, dovrà occuparsi di quelle che sono le aree comuni del condominio stesso, di dirimere eventuali liti intercorrenti tra i condomini e anche di assicurare il rispetto delle regole proprio all’interno dell’ambito condominiale.

Non sarà, invece, responsabile per quelle che saranno le parti private e appartenenti ad ogni condomino in modo esclusivo.

Tuttavia, chi abbia abitato in un condominio saprà come l’amministratore sia spesso anche colui che si occuperà di aiutare i condomini a smettere di litigare.

Il condomino del primo piano si lamenta per una perdita d’acqua proveniente dal piano superiore? Spesso verrà interpellato l’amministratore, che potrà fare da paciere e potrà evitare che la situazione degeneri.

Si sentono rumori molesti ad ogni ora del giorno e della notte? In molti casi, prima della chiamata ai vigili, il condominio chiamerà l’amministratore per fare presenti le proprie esigenze.

Quindi, si può certamente dire come l’amministratore di condominio lavori sì per i condomini, ma sia anche un soggetto in grado di collaborare con loro al fine di consentire una pacifica convivenza nell’ambito comune.

C’è davvero bisogno dell’amministratore di condominio?

Nel momento in cui le cose dovessero iniziare ad andare male, spesso i condomini potrebbero chiedersi se sia effettivamente necessario avere un amministratore di condominio.

La legge, in realtà, obbliga alla nomina di un amministratore tutte le realtà condominiali che vedano la presenza di almeno otto condomini.

Quindi, gli obblighi di nomina sussistono a partire dal raggiungimento di tali numeri.

Questa regola è stata prevista innanzitutto per garantire il buon funzionamento del condominio: se, infatti, non ci fosse nessuno ad amministrare la parte comune del condominio, si potrebbero verificare spesso delle situazioni non proprio piacevoli.

Al tempo stesso, l’amministratore diventa una figura importante in quanto potrà essere il soggetto imparziale, colui che non prenderà le parti di nessuno fino al momento in cui non siano presenti tutte le “prove” relative ad un determinato comportamento.

Quindi, anche se la legge consente di nominare l’amministratore tra i condomini, il consiglio che spesso si dà è quello di affidare l’amministrazione ad un soggetto esterno, in modo che questo sia:

  • Il più possibile imparziale;
  • Un professionista;
  • Un soggetto motivato a svolgere al meglio il ruolo di amministratore.

Come interfacciarsi all’amministratore di condominio nelle diverse occasioni

Dopo aver compreso l’importanza fondamentale della figura dell’amministratore di condominio, sarà anche possibile valutare come rapportarsi ad esso nelle diverse occasioni, in modo da rendere anche più semplice il suo lavoro.

  • L’amministratore e l’assemblea

Uno dei compiti fondamentali dell’amministratore di condominio è la convocazione dell’assemblea condominiale.

Se esistono occasioni nelle quali la convocazione è obbligatoria, ad esempio entro 180 giorni dalla chiusura della gestione, in altri casi si possono convocare assemblee per le situazioni più disparate: dalla nomina di un consulente, alle decisioni in merito al lavori di ristrutturazione.

In queste occasioni sarà necessario collaborare il più possibile con l’amministratore, evitando ostruzionismi e lamentele per gli orari dell’assemblea.

In questo modo sarà possibile rendere più semplice l’attività dell’amministratore di condominio e anche più veloci le operazioni per arrivare ad una conclusione di una vicenda che potrebbe, invece, durare molto più a lungo.

  • L’amministratore e la gestione finanziaria

L’amministratore di condominio si occupa di incassare quelle che sono le rate condominiali in modo da poter pagare i fornitori.

Questo è uno dei ruoli meno graditi da parte dei condomini, che spesso vedono nell’amministratore il “cattivo”, colui che chiede sempre soldi.

Tuttavia bisogna pensare come il denaro condominiale sia necessario al fine di far funzionare al meglio il condominio stesso: così di potrà avere la luce, l’impresa di pulizie, la disinfestazione, e così via.

Inoltre, pensate a che cosa succederebbe se non fosse l’amministratore a richiedere il denaro: i condomini inizierebbero a litigare per capire chi debba pagare di più o di meno, non riuscendo, spesso, a raggiungere un risultato concreto.

L’amministratore, quindi, dovrà essere apprezzato anche per questo, perché si occupa di svolgere un ruolo non facile ma che qualcuno dovrà ricoprire.

  • L’amministratore e il regolamento di condominio

L’amministratore è anche il soggetto che si occupa di garantire il rispetto del regolamento di condominio.

Sarà lui ad evitare che si stendano i panni sgocciolanti, che di notte si possa fare troppo rumore oppure che le assemblee si svolgano alle sette del mattino.

E i condomini si potranno sempre rivolgere a lui per ottenere “giustizia” e per dirimere quelle che potrebbero essere originariamente delle piccole liti, ma che potrebbero sfociare in problemi molto più gravi.

Quindi,  anche sotto questo punto di vista sarà sempre necessario apprezzare la figura dell’amministratore, che potrà essere considerato un po’ come un arbitro.

Esso, infatti, conosce le regole alla perfezione e si impegna affinché tali regole vengano rispettate da tutti.

Ovviamente, anche l’amministratore sarà sottoposto a tali regole, e non potrà sottrarsi né alla legge né all’ovvio regolamento di condominio.

Solo in questo modo, quindi, esso potrà essere considerato non una mera controparte o un nemico, ma un collaboratore dei condomini.

 

 

 

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