La multa dell’Antitrust

Poche settimane fa l’Antitrust, a seguito dei dovuti accertamenti ha proceduto con l’irrogazione di una sanzione nei confronti di diversi gestori di energia elettrica.

Tale azione è stata dovuta al fatto che gli operatori in questione, hanno deciso di rincarare le proprie bollette nel periodo in cui era vietato.

Per cui Enel, Eni, Acea, Iberdrola, Dolomiti ed Edison, sono risultati i sei soggetti sanzionati dall’autorità per un totale complessivo di 15 milioni di euro per aver modificato in modo unilaterale i contratti sottoscritti dai propri clienti, ritoccando al rialzo le tariffe di luce o gas.

Il tutto in un periodo (ovvero nel 2022) in cui il Governo aveva varato il decreto Aiuti-bis volto proprio a vietare azioni di questo tipo, al fine di tutelare i consumatori di fronte alla crisi dei prezzi che in quel periodo, anche a seguito della guerra aveva scosso i mercati internazionali.

A questo punto a fronte della sanzione comminata, sarebbe utile sapere se per i consumatori ci sia la possibilità di effettuare richieste per un rimborso relativo alle maggiori spese sostenute ingiustamente.

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Come saranno utilizzati i 15 milioni di multa?

In generale è importante sapere che, qualora l’Antitrust ritenga che sia stato violato il Codice del consumo, vengono emesse delle sanzioni a carico delle aziende ritenute responsabili.

Tali sanzioni saranno poi riscosse dall’Agenzia delle Entrate.

Il denaro in questione, finirà dunque nelle casse dello Stato. Quest’ultimo anche se in parte utilizzerà tali risorse per finanziare attività a tutela dei diritti del consumatore, non si occuperà in maniera diretta di ristorare i clienti colpiti dagli aumenti illegittimi.

Mancato obbligo dell’Antitrust nel costringere al rimborso dei clienti

A questo punto ci si potrebbe chiedere perché l’Autorità in questione non si è impegnata ad obbligare gli operatori di energia nel rimborsare i clienti.

Il problema risiede nel fatto che l’Antitrust, non ha la competenza per poter ordinare rimborsi o risarcimenti.

Può infatti soltanto facilitare questa pratica, come spesso avviene, cercando degli accordi con le aziende. Infatti se queste ultime decidono di effettuare le restituzioni l’Agcm chiude il procedimento senza multa.

E solo qualora la restituzione non dovesse avvenire, scatterebbe la sanzione vera e propria.

Ma nel caso in questione le società di energia non hanno preso impegni in tal senso. Per cui l’unica azione che può compiere l’Antitrust è quella di procedere con la multa.

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Il caso di Edison

Tra tutte le aziende citate in questo contenzioso, l’unica che si è comportata in maniera leggermente diversa dalle altre è stata Edison.

Infatti, quest’ultima aveva già provveduto a ristorare i (pochi) clienti che erano stati colpiti dal rincaro.

Proprio per questo l’azienda è stata multata con il minimo edittale, pari a cinquemila euro.

Procedura da seguire per il rimborso

Per cui il cliente che vorrà richiedere il rimborso dovrà innanzitutto sporgere reclamo al gestore che ha modificato il contratto in modo unilaterale.

Successivamente qualora dopo 40 giorni non dovesse aver ricevuto risposta del gestore o se la risposta non dovesse risultare risolutiva, si può procedere con la conciliazione di Arera, Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.

Quest’ultima è una procedura extra-giudiziale gratuita in cui un conciliatore tenta di mediare tra i due litiganti per giungere a una soluzione.

In questo caso, gli incontri avvengono online, ci si può far rappresentare da un’associazione di consumatori, e tra l’invio della domanda alla chiusura della procedura non possono passare più di 90 giorni, prorogabili di altri 30.

Ti sei mai trovato a dover richiedere un rimborso per la modifica unilaterale di un contratto di utenza? Raccontaci la tua esperienza scrivendo nei commenti.