Quella dell’amministratore di condominio è una figura gestionale che si è andata sempre più professionalizzando nel tempo.

Di fatto, con le varie modifiche che si sono succedute nel tempo, si è arrivati a definire l’amministratore come garante di patrimoni rilevanti e di interessi collettivi.

E pertanto per poter svolgere la propria attività vengono richiesti determinati requisiti.

Per cui è lecito chiedersi, quanto debba guadagnare un amministratore di condominio, a fronte delle responsabilità a cui è soggetto.

E dunque quanto costa un amministratore ai singoli condomini?

Cosa prevede la legge sui compensi agli amministratori di condominio

In base a quanto previsto dall’articolo 1129 del Codice Civile: […] L’amministratore, all’atto dell’accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso per l’attività svolta.

E’ dunque previsto l’obbligo di presentare un preventivo dettagliato, che includa al suo interno sia le attività ordinarie che quelle straordinarie.

Normalmente viene definita una quota fissa per unità immobiliare, più una quota che può variare in base agli incarichi aggiuntivi.

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Quantificazione del compenso

La base da cui solitamente si parte è il tariffario da amministratore di condominio ANACI, ovvero l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari.

Ciò però rappresenta soltanto una sorta di linea guida, che può variare da professionista a professionista.

Anche perché l’effettiva retribuzione dipende da una serie di variabili quali:

  • il numero di condomini gestiti;
  • il numero totale di unità immobiliari amministrate;
  • l’ubicazione degli stabili condominiali;
  • i servizi effettivamente offerti;
  • i compensi concordati con l’assemblea condominiale.

Cosa comprende l’onorario di un amministratore di condominio

Come accennato quindi il compenso di un amministratore non può essere definito in modo univoco per tutti. Ecco perché la persona (o in alcuni casi lo studio) individuata a coprire il ruolo dovrà presentare un preventivo, che indichi i servizi offerti e il prezzo.

In particolare all’interno del preventivo, il soggetto andrà a riportare la retribuzione richiesta per la gestione ordinaria, la provvigione prevista per le attività straordinarie, ulteriori compensi che non rientrano nella gestione ordinaria.

Il condominio potrà poi decidere di accettare la proposta presentata oppure eventualmente effettuare una controproposta.

Per avere un maggior margine di trattativa, è comunque buona norma da parte del condominio richiedere più preventivi a diversi professionisti, per poterli confrontare tra loro.

Come si decide il compenso di un amministratore di condominio

Una volta che il professionista (o più professionisti) ha presentato la propria proposta, si deve procedere all’eventuale accettazione del preventivo.

Tale approvazione dovrà essere effettuata da parte dell’assemblea di condominio, che provvederà a deliberare il rinnovo del contratto con l’amministratore già in essere o alla nomina del nuovo amministratore, in base alle maggioranze previste dall’articolo 1136 del Codice Civile.

Saranno poi gli stessi condomini che concorreranno al pagamento del compenso pattuito nel contratto, basandosi sui criteri di ripartizione in millesimi previsti dall’articolo 1123 del Codice Civile.

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Orario lavorativo di un amministratore di condominio

Per capire quante ore lavora un amministratore di condominio è opportuno partire dal concetto che non vi sono degli orari rigidi a cui questo professionista debba attenersi.

E’ più o meno possibile effettuare una stima delle ore che dovranno essere dedicate alla gestione dei singoli condomini, in base alla loro grandezza.

In media si possono prevedere:

  • 10-15 ore di lavoro settimanale per condomini piccoli (fino a 10 unità immobiliari)
  • 20-30 ore di lavoro settimanale nel caso di condomini medi (fino a 30 unità immobiliari)
  • oltre 40 ore di lavoro settimanale per immobili di particolari dimensioni

Va comunque sottolineato che tali stime possono variare in base alla tipologia di incarichi che sono stati concordati con i condomini, e anche in base alla complessità dei compiti stessi che l’amministratore dovrà fronteggiare di volta in volta. Oltre ad eventuali emergenze.

Compenso in caso di revoca dell’amministratore

Un ultimo caso può poi riguardare la possibilità che l’amministratore venga esautorato, per varie ragioni, dai propri compiti durante l’annualità in corso.

In questo caso, il condominio non dovrà procedere a liquidare l’intero compenso stabilito per la normale durata dell’incarico.

Bensì il compenso da versare dovrà essere proporzionato al tempo di effettivo svolgimento del lavoro dell’amministratore.

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