Il portiere condominiale

Anche se negli ultimi tempi è diventata una professione molto meno frequente esistono ancora diversi condomini (soprattutto nei casi di grandi complessi o stabili di lusso) in cui è presente la figura del portiere condominiale.

Quella del portierato è un ruolo che può essere istituito tramite decisione dell’assemblea.

Qualora la maggioranza dei condomini infatti, lo ritenga necessario, si può ricercare una persona che assuma il ruolo di portiere, attraverso la sottoscrizione di un rapporto lavorativo in piena regola, in cui il condominio, in qualità di datore di lavoro viene rappresentato dall’amministratore.

Le mansioni di un portiere

Come detto dunque il portiere di condominio è un dipendente il cui principale compito è quello di custodire l’ingresso dello stabile.

Tale figura deve quindi assicurarsi in primis che gli estranei non possano entrare ed uscire liberamente dal palazzo, a garanzia della sicurezza dei condomini.

Le sue mansioni non si limitano solo a ciò.

Infatti, un portiere svolgerà anche altri compiti di rilievo, come la pulizia dell’androne e di altre parti comuni.

Si dovrà occupare inoltre di ricevere i pacchi postali e smistare la corrispondenza.

Inoltre, svolge anche controlli per il corretto funzionamento degli impianti condominiali, al fine di prevenire eventuali fughe di gas, allagamenti e incendi.

licenziamento portiere condominiale

Assunzione del portiere

La decisione di assumere un portiere, spetta come abbiamo visto, all’assemblea condominiale.

Quest’ultima dovrà deliberare su tale proposta a maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio (ovvero 500 millesimi).

Se la delibera va a buon fine si istituirà così il servizio di portierato.

La scelta invece del dipendente che prenderà il posto di portiere, può essere effettuata sia dall’assemblea in modo diretto, sia dall’amministratore, qualora venga delegato dai condomini in questo compito.

Quando è possibile licenziare un portiere

Una volta assunto, il portiere sarà dunque un dipendente del condominio a tutti gli effetti.

Per cui, nel caso in cui il condominio voglia procedere ad un eventuale licenziamento, bisognerà fare riferimento alle norme ordinarie stabilite dalla legge in tema di cessazione del rapporto di lavoro per volontà del datore.

In particolare, un portiere condominiale può essere esonerato dai suoi incarichi in tre casi.

La prima casistica è quella della giusta causa. Si può procedere al licenziamento qualora il portiere dovesse commettere un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto nemmeno temporaneamente. Ad esempio se il soggetto in questione venisse sorpreso a rubare o a danneggiare i beni condominiali. Questi casi rappresentano delle ipotesi, in cui è possibile procedere con il licenziamento in tronco, senza preavviso.

Vi è poi il giustificato motivo soggettivo. Tale evento si può verificare se il lavoratore risulta inadempiente rispetto alle proprie obbligazioni. Questa ipotesi prevede però un periodo di preavviso.

Ed infine può verificarsi il giustificato motivo oggettivo, ovvero quando il licenziamento non è dipeso da un inadempimento del lavoratore. Il caso più comune si verifica quando un condominio decide di sopprimere definitivamente il servizio di portierato, per esempio per poter risparmiare sui costi.

quando un portiere condominiale può essere licenziato

Procedura per il licenziamento di un portiere di condominio

Nel momento in cui si dovesse verificare una delle condizioni illustrate nel paragrafo precedente, sarà compito dell’amministratore procedere con l’invio di una formale comunicazione scritta al portiere per intimargli il licenziamento. Se il licenziamento è dovuto alla soppressione del servizio di portierato, occorre allegare la delibera con cui l’assemblea ha assunto questa decisione.

Per procedere con la comunicazione non è necessaria una decisione assembleare, poiché in caso di inadempimento del portiere condominiale, l’amministratore è autorizzato a tutelare le ragioni del condominio senza richiedere il previo consenso.

Va comunque ricordato che, fatta eccezione per il licenziamento di giusta causa, è obbligatorio rispettare il termine di preavviso (il quale avrà una durata variabile a seconda del profilo del lavoratore e della disponibilità dell’alloggio).

Durante questo periodo, il portiere dovrà continuare la normale attività lavorativa, maturando anche il diritto alle ferie, e il condominio continuerà a corrispondergli lo stipendio.

Una volta ricevuta la comunicazione, il portiere ha poi 15 giorni di tempo per poter richiedere le motivazioni, che dovranno essergli presentate nei successivi 7 giorni dall’amministratore.

Impugnazione del licenziamento da parte del portiere

Laddove infine, il portiere condominiale ritenga illegittimo il licenziamento, potrà impugnarlo davanti al giudice, dopo averlo formalmente contestato.

In questo caso, il portiere avrà 60 giorni di tempo dall’intimazione scritta del licenziamento, per procedere con la contestazione formale da far pervenire all’amministratore/datore.

Non risulta necessario specificare le motivazioni ma è fondamentale che venga effettuata per iscritto, per esempio tramite pec o raccomandata.

Infine, una volta inviata la contestazione si avranno 180 giorni di tempo per depositare in tribunale un ricorso giudiziario che consenta di impugnare formalmente il provvedimento, e chiederne l’annullamento.

Nel tuo condominio è capitato di dover licenziare un portiere condominiale? Raccontacelo nei commenti.